Il settore no-profit

Save the Children LogoIl settore no-profit è identificabile come Terzo settore, costituito dall’insieme di istituzioni organizzative di natura privata, volte alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva.

Questo settore si differenzia dal Primo, lo Stato, che eroga beni e servizi pubblici, e dal Secondo, il mercato, che produce beni privati, poiché offre servizi, scambia beni relazionali Amnesty International Logoe fornisce risposte a bisogni personali o a categorie deboli, senza sfondo assistenziale né mediante l’utilizzo di strumenti del mercato.

Negli ultimi anni sono state stabilite le caratteristiche comuni che definiscono i criteri ai Greenpeace Logoquali dovrebbe sottostare l’organizzazione operante nel Terzo Settore. In primo luogo, l’assenza di distribuzione dei profitti, poiché la finalità non è quella del lucro, gli utili sono interamente reinvestiti a scopi organizzativi; la natura giuridica privata con atto di costituzione formale, il fatto di essere basata sull’autogoverno e di disporre di una certa quota di lavoro volontario, ed infine, ma non meno importante, il fatto di essere un’organizzazione con una base democratica.

WWF LogoAlcuni esempi, di organizzazioni no-profit, sono: le cooperative sociali, le associazioni di volontariato, Medici senza frontiere Logole banche etiche, le associazioni di promozione sociale, le ONG (Organizzazioni non governative) e le ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale).

Tra le ONG più conosciute e più influenti al mondo troviamo: Save the Children (con una Feed the Children Logochiusura di bilancio intorno a 1,2 miliardi di dollari), Feed the Children, Feed the Poor, Medici senza frontiere, Amnesty International (per la cooperazione internazionale), WWF e Greenpeace (per la tutela della flora e della fauna).