Il bilancio di sostenibilità

La redazione del bilancio di sostenibilità nasce dalla volontà, dell’organizzazione redigente, di illustrare, con trasparenza e chiarezza, l’impatto che le proprie azioni e scelte hanno avuto in ambito economico, ambientale, sociale e civico.

Un report di sostenibilità dovrebbe fornire una rappresentazione bilanciata e reale della performance sostenibile dell’organizzazione, includendo i contributi, sia positivi che negativi, che l’ente preponente ha portato alla società ad esso circostante.

Il fine del bilancio di sostenibilità è, dunque, quello di rendere noto l’impegno dell’ente redigente per uno sviluppo sostenibile; ”quello sviluppo che soddisfa

Caratteri di uno sviluppo sostenibile: società, economia, ambiente

i bisogni attuali senza
compromettere la capacità delle

generazioni future di soddisfare i propri… uno sviluppo che sia in grado di conciliare integrità ambientale, equità sociale ed efficienza economica” (Brundtland, World Commission on Environment and Development).

Uno degli scopi della redazione di un bilancio di sostenibilità, è quello di diffondere la cultura della sostenibilità d’impresa e promuovere una nuova forma di comunicazione che metta in risalto aspetti altrimenti trascurati ma fondamentali per la determinazione del valore aggiunto dell’azienda.

Il bilancio di sostenibilità può, essere utilizzato come mezzo di confronto tra l’operato di diverse organizzazioni, così da avere un dato reale della misura delle azioni, volte ad uno sviluppo sostenibile, di un determinato ente.

Il modello di riferimento adottato nella redazione del bilancio sostenibilità è il GRI Reporting Framework, (dove GRI sta per Global Reporting Initiative).
Si tratta di un modello diffuso e condiviso a livello mondiale, il cui scopo principale è quello di comunicare le attività sostenibili di un’organizzazione, indipendentemente da quella che è la dimensione, il settore o lo Stato in cui opera.

Questo modello di riferimento è stato sviluppato, dal 2006, seguendo la linea guida G3, poi evolutasi, dal 2011, in G3.1, e, da maggio 2013, in G4. Gli indicatori di performance sostenibile, evidenziati in queste linee guida, possono essere organizzati in categorie: Economica, Ambientale e Sociale.
Global Reporting Initiative G4All’interno della categoria Sociale, si possono classificare ulteriori sotto-categorie: Lavoro, Diritti Umani, Società e Responsabilità dei prodotti.

La linea guida G3 è suddivisa in due parti. La prima sezione prevede che siano evidenziati i principi fondamentali che il contenuto deve seguire, la quantità e l’ambito in cui spaziano questi contenuti, e i confini dei temi trattati. La seconda parte, invece, tende a mettere in evidenza le strategie ed il profilo aziendale, le caratteristiche dell’approccio manageriale, gli indicatori di performance.

La sempre maggior richiesta, da parte delle persone di interesse, nell’avere dati non finanziari, ha portato, negli ultimi anni, alla diffusione e allo sviluppo del bilancio di sostenibilità.
La nuova linea guida, il G4, dovrebbe essere la risposta alla richiesta di dati sulla sostenibilità aziendale, e permettere ai reporters di fornire informazioni rilevanti alle persone di interesse. Dovrebbe anche migliorare il contenuto che si trova nelle attuali linee guida, G3 e G3.1,  rafforzando le definizioni tecniche, migliorando la chiarezza dei dati, aiutando i reporters, le organizzazioni di garanzia e gli utenti finali dell’ente redigente il bilancio.

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